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Sant’Agata la Regina di Catania che con la sua festa incanta il mondo.!

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“Ecco la Sicilia: capolavoro della natura, centro d’un mondo, terra illustre, sì commovente e sì nobile nel suo misterioso
destino”.(Gabriel Hanotoux, Diplomatico dell’Accademia di Francia, 1853 – 1944).
Colori accessi, profumi che stordiscono, leggende, fuochi d’artificio, proverbi, ma ancora balli, feste, liturgie, sacro e profano, questo ed
altro ancora è il folklore siciliano.

Collane ed orecchini, che ci fanno viaggiare in questa religiosità intrisa di culto e devozione.                                                                                Catania, che si anima per onorare la Sua Santa, ed i festeggiamenti che iniziano il 3 febbraio e si concludono il 6 mattina.                                      Ci si prepara dal 4 febbraio con l’offerta delle candele, usanza che vuole che i ceri donati siano alti o pesanti
quanto la persona che chiede la protezione. Alle prime luci del mattino ecco i “cittadini“, ossia i devoti, che
indossano il tradizionale sacco, il berretto di velluto nero, i guanti bianchi e sventolano un fazzoletto bianco.
Segue il rito delle tre differenti chiavi, ognuna custodita da una persona diversa, necessarie per aprire il cancello di ferro che protegge le reliquie in cattedrale. Ed eccola nel suo splendore, il busto di Sant’Agata che luccica di oro e di gemme
preziose. La sera si conclude con i fuochi artificiali che ricordano come la patrona, martirizzata sulla
brace, vigili sempre sul fuoco dell’Etna e sugli incendi.
Tutti rigorosamente indossano il sacco votivo ed il fercolo, che già pesa 17 quintali, ed è appesantito dallo
Scrigno, dal Busto e dal Carico di cera, arrivando così a pesare fino a 30 quintali. A ritmo cadenzato e
agitando bianchi fazzoletti, la folla intona: “Cittadini, cittadini, semu tutti devoti tutti, cittadini,
viva Sant’Agata”.
Sul fercolo del 5 febbraio, i garofani rossi del giorno precedente, che
simboleggiano martirio, vengono sostituiti da quelli bianchi, che rappresentano
la purezza.
All’alba del giorno 6, la Santa saluta la città prima della conclusione dei
festeggiamenti: per tutta la notte, migliaia di cittadini hanno invocato il nome
della Santa ed urlato “Viva Sant’Agata“.

Il nostro vuole essere non solo un tributo alla Santa, ma anche un modo per condividere, con le nostre creazioni, questa religiosità intrisa di culto e devozione. Ogni anno Catania offre alla sua patrona una festa straordinaria che può essere paragonata alla Settimana santa di Siviglia o al Corpus Domini di Cuzco, in Perù. In quei tre giorni la città dimentica ogni cosa per concentrarsi sulla festa, misto di devozione e di folklore, che attira ogni anno sino a un milione di persone, bisogna viverla per poter capire questo esempio di fede incontrollabile che travolge i catanesi. Croci , cuori exvoto, medaglioni, sono tutti lavorati e cesellati a mano su lastre di ottone.        https://www.facebook.com/magaccessoryofficial/posts/1653098978080261

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